La traduzione del articolo di Wojciech Gogolinski dedicato alla degustazione  del 12 giugno 2014 di Varsavia pubblicato 23 giugno 2014 sul portale della rivista CZAS WINA (Wine Time) di Cracovia.

12.06.2014 KLUB HARENDA – VARSAVIA

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ITALIANI HANNO STUPITO A VARSAVIA

 Wojciech Gogolinski

www.czaswina.pl

I vini cosi buoni e noti da un bel po’ non sono stati portati dai sotto Appenini alla Polonia. Il 12 giugno nel primo pomeriggio nel Club del Jazz HARENDA a Varsavia li potevano assaggiare importatori, giornalisti e blogger del vino. Valeva la pena di “perdere” un po di questo giorno perche si trattava dei vini per niente banali, nei alcuni casi rari e sofisticati. Personalemente ho cercato di degustare alcuni da un bel po’.

LUXITALYWINE&JAZZ
LUXITALYWINE&JAZZ

Uno di loro era il vino Burson dell’Azienda RANDI. E davvero una rarita perche viene prodotto da poco da un vitigno autoctono longanesi dell’Emilia Romagna, che, come ho notato nel passato durante le mie ricerche, possiede diversi geni del primo vitigno addomesticato Vitis silvestris. La scoperta nel suo giardino Antonio Longanesi (chiamato da amici Burson) e ha cominciato promuovere. La prima vigna di questo vitigno e nata soltanto nel 1999. Oggi si estende per i 200 ettari e il vino Burson viene prodotto da alcuni produttori locali.

Piu “leggero” Burson Etichetta Blu 2011 (IGT Ravenna Rosso) e cosi potente e equillibrato, che con un grande stupore ho saputo, che viene prodotto con la macerazione carbonica (sic!). Vorrei vedere un Beaujolais invecchiato per quasi 3 anni… Piu vecchio di 2 anni Burson Etichetta Nera 2009 invecchiava 18 mesi nella botte e nei miei appunti lo descritto “tipo Amarone” perche nella categoria dei vini “normali” non c’entra assolutamente.

Il nome di MANGIACANE non dimentica nessuno, che ha assaggiato i loro vini. E non solo per la loro alta qualita, ma anche per il loro nome, che deriva dal latino, ma nella lingua italiana moderna suona un po buffo. Con i vini di MANGIACANE ci conosciamo da un bel po’ percio non mi sono stupito di cio, che ho trovato nel bicchiere. Vini eleganti e ben maturati. Sicuri vincitori dei premi. E anche non particolarmente cari.

LUXITALYWINE&JAZZ (Foto: Piotr Glazer)
LUXITALYWINE&JAZZ (Foto: Piotr Glazer)

fot.  Piotr Glazer

La classe a parte sono stati i vini della zona di Chiusi della cantina COLLE SANTA MUSTIOLA. Il sui proprietario e un grande stimatore del sangiovese, altri vitigni non riconosce e, anche se puo produrre il Chianti, non lo fa…

– I disciplinari di questo vino (il Chianti), che permettono un’aggiunta dei altri vitigni “locali” come il pinot nero o syrah rovinano l’immagine del vero Chianti – mi ha detto il proprietario Signor Fabio Cenni. Per quel motivo lui il suo sangiovese 100 % produce come un IGT Toscana, cosi nessuno puo pensare di trovare dentro niente fuori del sangiovese. Ha nelle sue vigne decine di cloni di sangiovese e il suo blend consente di mischiare il sangiovese… con il sangiovese. La sua filosofia produttiva non consente di mettere sul mercato il vino prima di 7 anni di invecchiamento. E un concetto molto severo, specialmente nei tempi di crisi e della sovraproduzione. Ma Signor Fabbio ha le regole di ferro. Per questo motivo i suoi vini sono nella fase della piena maturita, ma lasciarli ancora in bottiglia non li fara del male.

Dalla zona di Pisa ho degustato i vini della cantina SATOR dei quali la maggior parte appartiene alla categoria IGT. Ma il Montescudaio “Operaundici” 2011 batte tutti. E un vino eccellente basato sul sangiovese con il classica aggiunta di ciliegiolo e… teroldego. Allora abbiamo il Trentino in Toscana! La novita assoluta. Il proprietario Gianni Moscardini difendeva i suoi blend come un leone. Ma non ne aveva bisogno – i vini si difendevano da soli.

L’onore dell’antica denominazione Carmignano difendeva Fabrizio Gherardini della nominata Cantina di ARTIMINO. In questa demoninazione operano appena 12 produttori e non tutti sono sui vertici dei vini toscani, ma i vini, che sono stati presentati a Varsavia sicuramente si. Tre volte si!

Quali risultati porta la degustazione di Varsavia – e difficile dire oggi. Come ho sottolineato, non si trattava dei vini banali, che senza dubbio potrebbero onorare le piu famose tavole polacche.

La degustazione dei vini italiani ha organizzato Katarzyna Maciejewska Serra (sul sito www.luxitalywine.pl troverete piu informazioni sui produttori coinvolti).

Ecco alcuni, secondo me, 10 dei migliori vini presentati:

94     Grumarello Cru 2008, DOCG Carmignano Riserva, ARTIMINO
93     Poggio ai Chiari 2005, IGT Toscana, COLLE SANTA MUSTIOLA
92,5  Burson Eichetta Nera 2009, IGT Ravenna, RANDI
92     Carmignano DOCG 2011, ARTIMINO
92     Chianti Classico Riserva 2009, VILLA MANGIACANE
92     Operaundici 2011, DOC Montescudaio, SATOR
92     Poggio ai Chiari 2005, IGT Toscana, COLLE SANTA MUSTIOLA
92     Riserva Villa Medicea 2010, DOCG Carmignano, ARTIMINI
90,5  Sileno Ciliegiolo 2012, IGT Toscana (100% ciliegiolo), SATOR
90     Chianti Classico Riserva 2011, VILLA MANGIACANE
90     Sileno 2012 Merlot, IGT Toscana (100% merlot), SATOR

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Wojciech Gogolinski

Giornalista, enogastronomo, sommelier e autore dei numerosi libri sul vino. Ideatore, fondatore e, per diversi anni, caporedattore della prima rivista professionale polacca dedicata al vino MAGAZYN WINO di Varsavia. Nel passato il Presidente dell’Associazione dei Sommelier Polacchi nata nel 2001. Per approfondire la sua conoscenza del settore, ha effetuato alcuni stage presso i produttori del vino, compresi quelli del Nuovo Mondo.

Ha condotto delle rubbriche personali e ha pubblicato centinaia di testi dedicati al vino nei quotidiani nazionali e magazine. Attualmente il caporedattore senior della rivista CZAS WINA di Cracovia.

Da diversi anni gradito ospite delle giurie dei concorsi internazionali e delle maggiori anteprime dei vini europei tra le quali Anteprime italiane di Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino.

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